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CERCOSPORA DELLA BIETOLA

(Cercospora beticola Sacc.)

Macchia isolata di cercospora. Si noti il caratteristico bordo rosso scuro

Area di diffusione

La cercosporiosi è presente in tutte le aree bieticole Italiane, ma la maggiore virulenza e dannosità del fungo si verificano nei comprensori del nord Italia ed in particolare nella Valle padana centro-orientale.

 

Sintomatologia e danni

La cercosporiosi è tra le più gravi malattie che colpiscono la barbabietola da zucchero in Italia. Le infezioni di cercospora si manifestano di norma all’inizio dell’estate, con la comparsa sulle foglie esterne delle piante di piccole macchie necrotiche (diametro 2-3 mm.) di colore grigio-marrone all’interno e contornate da un alone rosso scuro.

Le macchie inizialmente sono isolate ma, con il progredire dell’infezione, divengono sempre più numerose e confluiscono tra loro formando ampie zone di seccume sul lembo fogliare.

Cerco_foglia

Foglia con infezione in stato avanzato

In presenza di forti attacchi su varietà sensibili alla malattia, la maggior parte delle foglie viene interamente distrutta. Le piante colpite reagiscono emettendo nuove foglie che, a loro volta, sono attaccate e distrutte dal fungo, creando così un ciclo distruttivo che porta ad un anormale allungamento del colletto (colletto ad ananas).

I danni causati dalla cercosporiosi sono normalmente gravi, in quanto, alla sottrazione di superficie fogliare elaborante, si accompagna un continuo ricaccio di nuove foglie che porta sia a gravi perdite del grado zuccherino, sia al peggioramento qualitativo delle radici.

Cerco_riveget

Bietole gravemente danneggiate dalle cercosporiosi. Sono evidenti le foglie morte e le foglie di ricaccio.

Il danno economico che gli attacchi della cercosporiosi provocano sulle barbabietole sono mediamente superiori al 20% della PLV, ma in assenza di trattamenti fungicidi e per raccolte tardive il danno può raggiungere valori superiori al 40%.

Cerco_colletti

Dopo numerosi cicli di ricaccio i colletti delle radici assumono la caratteristica forma ad ananas.

Biologia ed epidemiologia

L’agente della cercosporiosi è il fungo deuteromicete Cercospora beticola Sacc.

Il micelio del fungo rimane vitale nel terreno sui residui di coltivazione degli anni precedenti.

Con temperature di 25-30 °C e umidità relativa superiore al 95%, si ha la produzione di conidi, che trasportati dall'acqua e dal vento raggiungono le foglie di bietola. In condizioni climatiche favorevoli i conidi germinano emettendo un promicelio che penetra nella foglia attraverso gli stomi. Il micelio raggiunge la camera sottostomatica e si ramifica invadendo e disgregando le cellule. In corrispondenza di questa fase appaiono sul lembo fogliare le caratteristiche macchie scure, tipici sintomi della cercosporiosi.

In condizioni ambientali favorevoli dalle macchie si ha la fuoriuscita di nuovi conidi che propagano e moltiplicano l'infezione per tutta la stagione.

La cercospora può attaccare tutte le parti verdi della bietola, anche se le infezioni più gravi si notano normalmente sulle lamine fogliari.

Difesa

La lotta alla cercosporiosi si basa in primo luogo sull’applicazione di razionali programmi di trattamenti fungicidi oltre che sull’uso di varietà tolleranti.

I trattamenti devono essere applicati tempestivamente alla comparsa delle prime macchie sulle foglie esterne delle piante, da ripetere con cadenza di 15-20 giorni e da sospendere circa un mese prima della raccolta. Trattamenti applicati tardivamente, quando la malattia interessa già vaste zone di tessuto fogliare, forniscono di norma scarsi risultati, in quanto si ottiene solo un breve effetto per l'eliminazione dei conidi esistenti ma non l'arresto della fruttificazione conidica, non essendo i fungicidi dotati di attività curativa.

Per la difesa dalla cercosporiosi è molto importante utilizzare sostanze attive dotate di elevata attività fungicida quali: strobilurine+triazoli e morfoline+triazoli.

 

 

 
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