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Oidio o mal bianco della bietola

Foglie gravemente colpite da mal bianco
Foglie gravemente colpite da mal bianco

(Erysiphe betae Vanha)

Area di diffusione

Il mal bianco della barbabietola è presente in tutte le aree bieticole Italiane: Tuttavia le infezioni di questa malattia sono più frequenti sul versante adriatico del Centro-sud Italia.

Sintomatologia e danni

Nella tarda primavera od all’inizio dell’estate, si ha la comparsa sulle foglie di piante isolate di una muffa bianca di aspetto polveroso, costituita dal micelio e dai conidiofori del fungo. Successivamente la malattia si diffonde interessando un numero sempre maggiore di piante. Le foglie ammalate, che nella fase iniziale dell’infezione rimangono di colore verde, col passare dei giorni assumono una colorazione verde chiaro o giallastra. Nei casi di attacchi gravi si arriva al disseccamento del lembo fogliare.

I danni creati dall’oidio possono assumere livelli di notevole gravità, in quanto le foglie colpite riducono la loro attività fotosintetizzante e diventano più sensibili allo stress termico ed idrico. I danni che le infezioni di mal bianco possono causare alla barbabietola sono stimabili tra il 10 -15%, ma a volte possono raggiungere livelli superiori poiché al danno diretto provocato dal fungo si somma, come si è detto, il danno indiretto dovuto all’indebolimento delle piante, che divengono più vulnerabili agli stress climatici.

Biologia ed epidemiologia

La conservazione del fungo avviene sotto forma di micelio durevole o come cleistoteci (corpuscoli sferici di colore bruno contenenti gli aschi) sui residui delle colture degli anni precedenti. In condizioni climatiche favorevoli, le ascospore germinano sulle foglie producendo un micelio provvisto di austori, che sono in grado di perforare la cuticola delle foglie e raggiungere le sottostanti cellule. In questa fase iniziale della malattia compaiono sulla pagina superiore del lembo fogliare delle piccole areole bianche a forma di stella.

Dal micelio, in condizioni ottimali di temperatura (20-30 °C) ed umidità (30-40%), si formano i conidi, che trasportati dall’acqua e dal vento diffondono l’infezione alle foglie ed alle piante circostanti. In condizioni favorevoli, la malattia si diffonde rapidamente fino ad interessare la maggior parte delle piante, le cui foglie assumono il caratteristico aspetto bianco farinoso.

Difesa

La difesa dall’oidio consiste nella tempestiva applicazione di trattamenti chimici a base di zolfo o altri prodotti sistemici (triazoli, morfoline e strobilurine) distribuiti alla comparsa delle prime areole a forma di stella sulle foglie. Normalmente nelle zone ad elevato rischio, le infezioni di oidio anticipano di circa 2 o più settimane quelle di cercospora. Pertanto, per ottenere un buon controllo della malattia, si deve trattare anticipatamente con prodotti a base di zolfo e successivamente utilizzare prodotti a duplice efficacia contro oidio-cercospora.

 

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Tipico sintomo d'infezione da mal bianco

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