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Sclerozio

(Slerotium rolfsii Sacc.)

Area di diffusione

Malattia tipica delle coltivazioni di bietole nei climi caldo-aridi. In Italia questo fungo si rinviene frequentemente nelle regioni del Sud (Puglia, Calabria, Campania) in Sardegna e nel Lazio. La presenza nel nord Italia è sporadica.

 

S intomatologia e danni

I sintomi degli attacchi di sclerozio si manifestano, similmente a quelli di rizoctonia, con la comparsa di vistosi appassimenti in zone limitate del campo. Normalmente le bietole sono colpite a sviluppo già avanzato. Estirpando le piante, la radice si presenta ricoperta da una fitta muffa di colore bianco candido ed aspetto cotonoso. Tra il micelio fungino si possono notare gli sclerozi, corpi sferici inizialmente morbidi e biancastri che con l’età diventano più consistenti di colore marron scuro

Le piante colpite da sclerozio presentano tutto il corpo radicale invaso da marciume pertanto diventano non idonee per la trasformazione industriale. I danni sono normalmente di grave entità sia per l’agricoltore che per l’industria.

Le radici colpite da sclerozio sono una pericolosa fonte d’infezione anche per i cumuli di bietole in campo e per i silos in zuccherificio. Infatti l'infezione si propaga in maniera velocissima.

Biologia ed epidemiologia

Il fungo si conserva nel terreno per mezzo di sclerozi, organi dotati di notevole resistenza ed in grado di rimanere vitali anche per più anni. In genere il patogeno è favorito da ambienti caratterizzati da inverno mite ed estati calde e predilige terreni ricchi di sostanza organica con reazione acida o sub-acida. Con elevate temperature (30-35 °C), che normalmente provocano grave stress sulle bietole, dagli sclerozi si sviluppa il micelio del fungo in grado di penetrare direttamente nelle cellule della radice perforando la cuticola. La zona colpita da assume una consistenza molle ed una colorazione bruno chiara, che rapidamente si estende a tutta la radice. Successivamente, appare un’abbondante muffa bianca, più sviluppata e densa lungo i solchi saccariferi. Da questa si differenziano gli sclerozi.

Difesa

Allo stato attuale non esistono purtroppo mezzi di lotta diversi da quelli agronomici, quali: allungamento della rotazione con la coltivazione di piante non ospiti (cereali), la correzione dei terreni acidi, l'efficace sgrondo delle acque e l'eliminazione precoce delle piante infette.

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