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Foma

(Phoma betae Frank)

Area di diffusione

Il patogeno è presente in tutte le aree bieticole Italiane.

 

S intomatologia e danni

Il fungo già descritto a proposito del mal del piede, può provocare danni anche alle foglie, alle radici ed ai fiori delle colture da seme. Sulle foglie gli attacchi di foma si presentano come macchie necrotiche a sviluppo concentrico, di colore marrone chiaro, più grandi e più chiare di quelle di cercospora. Nella parte superiore della radice e nel colletto il fungo può provocare un marciume secco, conferendo alle parti un aspetto scuro con comparsa di screpolature. I danni maggiori si hanno tuttavia quando il fungo attacca le giovani piantine (stadio cotiledoni-4 foglie) provocando imbrunimenti e necrosi dell’ipocotile e della parte superiore della radice (mal del piede), e portando a morte la maggior parte dei soggetti colpiti e creando gravi diradamenti.

Sulle colture da seme, Phoma betae, oltre a provocare il marciume delle radici provenienti dai vivai, causa dannose infezioni sugli scapi fiorali e sulle infiorescenze.

Gli attacchi di foma alle giovani piantine (mal del piede) sono favoriti da condizioni ambientali che provocano scarso vigore o sviluppo stentato delle stesse (basse temperature, eccessiva umidità del terreno e cattiva struttura).

 

Biologia ed epidemiologia

Il fungo si conserva sui residui delle piante infette rimasti sul terreno e sulle radici destinate alla produzione del seme. Tuttavia uno dei principali mezzi di diffusione della malattia è costituito dai germi presenti sul seme, qualora non sia effettuata una efficace concia con fungicidi. In condizioni favorevoli, le spore (picnidiospore) germinano dando l'avvio all’infezione alle piante. Phoma betae può presentare anche una forma sessuata ascofora la Pleospora betae.

 

Difesa

Si basa principalmente sulla produzione di seme sano e sulla concia con i prodotti già descritti a proposito del mal del piede.

 

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